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Musica nel locale in Spagna e SGAE: cosa si paga, quanto e come evitare brutte sorprese

Mettere musica di sottofondo in un bar, un negozio o un salone in Spagna ha un costo che molte attività scoprono quando arriva la lettera. Ecco chi incassa, quanto secondo le tariffe ufficiali 2026 e come essere in regola senza pagare troppo.

Lettura ~2 minAggiornato 2026

La risposta breve: se nel tuo locale aperto al pubblico in Spagna c'è musica, si paga a due enti: la SGAE, per gli autori, e AGEDI-AIE, per le case discografiche e gli interpreti. Non importa se arriva da Spotify, da YouTube o dalla radio. Ci sono due modi per essere in regola: pagare queste licenze, meglio iscrivendoti tu prima che ti contattino, oppure mettere solo musica libera da diritti e conservare il certificato.

Quello che devi sapere, in 30 secondi

  1. Se nel locale c'è musica, si paga.Alla SGAE per gli autori e ad AGEDI-AIE per case discografiche e interpreti. Sono due pagamenti distinti.
  2. Spotify e la radio non ti esonerano.Spotify è solo per uso personale, anche se paghi Premium. E anche la radio conta.
  3. Un bar di 50 m² paga circa 29 € al mese.Il primo anno, tra i due enti e IVA esclusa. Circa 19 € se ti iscrivi tu prima che ti chiamino.
  4. La musica libera da diritti sì che ti esonera.Se suona solo quella musica e hai i documenti a portata di mano. Da 3,50 € al mese.

Chi incassa e perché

La legge spagnola sulla proprietà intellettuale chiama comunicazione pubblica il diffondere musica in un luogo aperto al pubblico, e ciò genera diritti per tre gruppi: gli autori delle canzoni, le case discografiche e gli interpreti. In pratica sono due incassi separati:

Non esiste una fattura unica: la stessa SGAE ricorda che il locale deve pagare anche AGEDI-AIE.

Più a fondo, se ti serve

Spotify, YouTube e la radio

È l'errore più comune. La guida di Spotify lo dice chiaramente: il servizio è solo per uso personale e non commerciale e non si può riprodurre pubblicamente in un'attività. Pagare Spotify Premium non cambia nulla: è un account personale.

Nemmeno la radio è una via d'uscita. La tariffa della SGAE per i bar copre la musica diffusa con qualsiasi procedimento o mezzo, e quella di AGEDI-AIE include i programmi radio. Il fatto che l'emittente paghi i suoi diritti non esonera il locale che la mette per i suoi clienti.

Quanto costa nel 2026

Queste sono le cifre delle Tariffe generali 2026 della SGAE e dell'accordo AGEDI-AIE, in euro al mese IVA esclusa. Ogni tariffa ha tre prezzi: quello generale del primo anno (che è anche quello applicato ai periodi senza licenza), quello di iscrizione volontaria, per chi chiede la licenza di sua iniziativa prima di iniziare a usare la musica, e quello degli anni successivi.

Locale, solo musicaPrimo annoIscrizione volontariaDal 2° anno
SGAE · bar o caffetteria, fino a 50 m²20,67 €13,07 €16,87 €
SGAE · bar o caffetteria, da 51 a 100 m²22,53 €14,93 €18,73 €
SGAE · bar con musica e TV, fino a 50 m²25,84 €18,24 €22,04 €
SGAE · negozio o servizio, fino a 50 m²11,49 €9,67 €10,58 €
SGAE · negozio o servizio, da 51 a 100 m²22,04 €20,22 €21,13 €
AGEDI-AIE · ristorazione, fino a 50 m²8,58 €6,24 €7,80 €
AGEDI-AIE · ristorazione, da 51 a 100 m²9,70 €7,05 €8,82 €

Un bar di 50 m² che mette solo musica paga il primo anno circa 29 € al mese tra i due enti, circa 350 € l'anno IVA esclusa. Se si iscrive di sua iniziativa, circa 19 €. Nei negozi conta la superficie di vendita e di accoglienza del pubblico, senza magazzino né uffici. Le tariffe si aggiornano ogni anno: controllale prima di decidere.

Se ti arriva un reclamo

Di solito inizia con un contatto o una visita, prosegue con una lettera e, se non c'è accordo, finisce in tribunale. Si chiedono i periodi senza licenza alla tariffa generale, la più alta, e la legge concede cinque anni per chiedere i danni. Prima di pagare:

  • Controlla i metri quadri. Sono la base del calcolo ed è facile che non tornino.
  • Controlla il tipo di locale: solo musica o musica e TV, sottofondo o bar musicale.
  • Controlla gli anni richiesti e da quando il locale è aperto.
  • Se contesti la tariffa, la legge ti permette di continuare a usare la musica pagando un acconto finché si risolve.
  • Se usi musica libera da diritti, mostra contratto, certificato e fatture.

Questa guida spiega come funziona il sistema e non sostituisce il parere di un avvocato. Se ti chiedono una somma alta, consultane uno o la tua associazione di categoria.

La musica libera da diritti

Se la musica che suona non è di nessun autore né etichetta rappresentati dagli enti, non c'è nulla da pagare loro. La sfumatura importante è chi deve provarlo: la legge presume che la musica che suona sia del loro repertorio, e la Corte Suprema spagnola dice che dimostrare il contrario spetta al locale.

Si può fare. Nel 2010 un tribunale di Valencia ha dato ragione a un pub di Burjassot che ha dimostrato che la sua musica era libera da diritti. Le tre regole perché funzioni:

  1. Solo quella musica. Appena suona la radio, la TV o Spotify, nel locale c'è repertorio degli enti.
  2. Documenti a portata di mano. Contratto, certificato del fornitore e fatture, in un posto dove trovarli il giorno in cui qualcuno viene a controllare.
  3. Licenza attiva. Il certificato vale finché paghi il servizio.

Cosa consigliamo

Alle attività che lavorano con noi consigliamo SoundToro, perché è l'opzione più economica che abbiamo trovato. È musica di sottofondo libera da diritti che si mette dal telefono, dal tablet o dal computer, con le casse che hai già, e secondo SoundToro il suo catalogo non richiede pagamenti alla SGAE finché usi solo la sua musica e hai la licenza attiva. Ti danno un certificato con i dati del locale da mostrare se te lo chiedono.

SuperficieAll'anno, IVA esclusaAl mese
Fino a 50 m²42 €3,50 €
Da 51 a 100 m²72 €6,00 €
Da 101 a 400 m²92 €7,67 €
Da 401 a 1.000 m²192 €16,00 €

Ha 14 giorni di prova; il certificato viene emesso alla fine della prova, con la licenza pagata. Non copre TV né radio, e SoundToro non dice nulla di AGEDI-AIE: se il tuo caso dipende da questo, chiedi che te lo confermino per iscritto.

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Domande frequenti

Devo pagare la SGAE se metto Spotify nel mio locale?

Sì, e comunque Spotify non lo consente: la sua guida dice che il servizio è solo per uso personale e non commerciale. Mettere musica in un locale aperto al pubblico è comunicazione pubblica e si paga alla SGAE e ad AGEDI-AIE, qualunque sia la fonte.

E se metto solo la radio?

Si paga lo stesso. La tariffa della SGAE per i bar copre la musica diffusa con qualsiasi mezzo, e quella di AGEDI-AIE include espressamente i programmi radio. Il fatto che l'emittente paghi i suoi diritti non esonera il locale.

Quanto paga un piccolo bar per la musica?

Con le tariffe 2026, un bar fino a 50 m² con sola musica paga alla SGAE 20,67 € al mese il primo anno (13,07 € se si iscrive di sua iniziativa) e ad AGEDI-AIE 8,58 € (6,24 €). Circa 29 € al mese in totale, IVA esclusa.

La musica libera da diritti mi evita di pagare?

Sì, se il locale può dimostrare che tutta la musica che suona è libera da diritti. La legge presume che la musica appartenga al repertorio delle società di gestione, quindi la prova spetta al locale: conserva contratto, certificato e fatture, e non mescolare con radio o Spotify.

Cosa faccio se mi arriva una lettera della SGAE?

Non ignorarla. Verifica che metri e tipo di locale siano corretti, quali anni ti vengono richiesti e se puoi provare che la tua musica è libera da diritti. Se contesti la tariffa, la legge ti permette di continuare pagando un acconto finché si risolve.

Quanti anni indietro possono chiedermi?

La legge fissa cinque anni per chiedere i danni per l'uso di musica senza licenza, e i periodi senza licenza si pagano alla tariffa generale, la più alta. Per questo iscriversi tardi costa più che farlo all'apertura.

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